Può sembrare ovvio e scontato: lo spazzolino ci è fondamentale da ormai diverso tempo. Anni, decenni, per qualche civiltà anche secoli. Esso si è rivelato indispensabile già per antiche tribù per tutelare la loro salute fisica. L’utilizzo di questo arnese partiva da un presupposto molto semplice: un dolore tremendo e assai poco sopportabile come quello ai denti – che può essere di moltissimi tipi (carie, sanguinamento delle gengive, crescita dei denti del giudizio) – andava evitato e prevenuto nella maniera più assoluta. Come farlo? Un arnese come lo spazzolino poteva sicuramente aiutare a risparmiarsi una serie di convalescenze che in ogni tipo di società rallentano e infastidiscono il lavoro dell’essere umano.
Come spesso accade per molti utensili o oggetti che l’uomo ha inventato e modellato nel corso dei secoli, esso può dirsi nato per una specifica funzione ma allo stesso tempo utilizzato per più funzionalità. Un esempio può risultarci utile per intendere meglio questo concetto di “molteplice efficienza”. Si pensi alla spada: essa si sviluppò in tutte le civiltà premoderne con le stesse funzionalità: attacco e conseguente difesa al/dal nemico, seppur modellatasi in maniera diversa in base al tipo di combattimento che prediligevano le varie civiltà (lame affilate lateralmente per utilizzarla maggiormente di taglio o con punte aguzze per adoperarla di punta). Essa però, assunse sin da subito un valore latente e allo stesso tempo intrinseco che andava oltre il suo uso in battaglia e che le dava una dimensione di sacralità (ad esempio il rilievo che essa poteva assumere se era posseduta a chi aveva ucciso il comandante o condottiero dell’esercito nemico), legata comunque indissolubilmente al suo utilizzo primario. Si veda ancora oggi come essa sia simbolo di prestigio e venga utilizzata come onorificenza nel salto di rango di alcune forze armate: la consegna dello spadino all’Accademia militare di Modena, la quale ha il compito di formare ufficiali che entreranno a far parte dell’Esercito Italiano, prevede in diverse fasi della formazione la consegna dello spadino che sancisce per gli allievi “l’acquisizione dello status di Allievi Ufficiali”.

Cosa possiamo dunque dire riguardo a un semplice oggetto come lo spazzolino? Possiede anch’esso una funzionalità che va oltre quella di pulizia e igiene? Wuffle (1984) ci spiega come spesso la gestualità e l’abitudine a lavarci i denti in un certo modo prova che essi non vengono esclusivamente lavati per prevenire malattie, ma semplicemente perché è un gesto che va compiuto. Ciò può determinare di fatto anche un cattivo utilizzo dello strumento, fatto che si lega intrinsecamente alla questione che il lavarsi i denti e, di conseguenza, lo spazzolino, svolgono una funzione sociale nel rapportarci agli altri e nell’apparire in una determinata maniera in pubblico. “In primo luogo, il lavoro empirico sul calcolo razionale nel lavarsi i denti è stato offuscato dall’enfasi dei denti frontali. […] Una persona ordinaria generalmente lava un numero di denti subito e si dice di essersi preoccupato per tutti quanti”. Questa gestualità può dunque facilmente essere ricondotta al fatto che lo spazzolino, oltre che svolgere la sua principale funzione, può talvolta prendere parte ad un’azione umana che fa sì che questo venga usato in maniera errata, e di conseguenza la sua funzione principale venga completamente “scavalcata” per lasciare posto ad altri fattori: la ricerca di auto-giustificazione riguardo il fatto che anche se i nostri denti sono stati lavati male abbiamo compiuto il nostro dovere, la quale si lega fortemente alla necessità dell’essere umano di sentirsi socialmente accettato in un contesto dove la pulizia dei nostri denti svolge un ruolo fondamentale.

Quest’analisi ci ha dunque portato ad una conclusione che può sembrare irrazionale, ma assolutamente riscontrabile nella realtà di tutti i giorni: la prevenzione delle malattie alla bocca può passare talvolta in secondo piano rispetto al gesto stesso di lavarsi i denti, il quale viene compiuto per abitudine e senza una reale attenzione alla corretto svolgimento di questo, cosa che ci mostra come inevitabilmente esso sia relazionato alla semplice necessità di sentirci socialmente accettati in un contesto dove la pulizia dei denti (o meglio, dei denti che mostriamo di più quando siamo in pubblico) è fondamentale per l’affermazione sociale.
Note bibliografiche/sitografiche
-http://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Quarantennale-del-158-Corso-161114.aspx
-traduzione di Giovanni Belardinelli da “Wuffle, A. 1984. Should you brush your teeth on 6 November 1984: A rational choice perspective. American Political Science Association.”
-https://www.mamamo.it/news/le-app-per-imparare-a-lavarsi-i-denti/